Descrizione
Le fonti scritte ricordano una chiesa parrocchiale cinquecentesca intitolata “S. Maria de Rovea” forse corrispondente a quella di “S. Maria Assunta”
Dove
Indirizzo: Piazza Roma 31 - 25080 Muscoline: 45.56323, 10.46072
Modalità di Accesso
NON vi sono barriere architettoniche. Il luogo è pienamente fruibile anche da persone con disabilità.
Ulteriori informazioni
Nel 1566 viene comunque consacrata la parrocchiale, probabilmente a seguito di un intervento di ristrutturazione o riedificazione. Nel corso della seconda metà del ‘700 hanno inizio i lavori di trasformazione in senso barocchetto dell’intero edificio, cominciando dal presbiterio che assume le sembianze attuali, ma è solo durante la successiva prima metà dell’’800 che si interviene sull’aula, in esecuzione di un progetto dell’architetto Giovanni Gozzoli e poi di Antonio Vigliani, seguace del più noto Antonio Marchetti. Infine è il turno del più famoso studio di ingegneria e architettura bresciana di Rodolfo Vantini che conferisce al complesso una chiara anche se austera matrice neoclassica. Nel 1853 essa risulta finalmente terminata e nel 1869 ufficialmente consacrata dal vescovo di Brescia. Nel corso del XX sec. si rilevano lavori di rinnovamento decorativo e modifiche dell’assetto architettonico interno: la posa del nuovo altare in marmo botticino (I° a destra), denominato “Ara pacis”, la ripavimentazione generale eseguita in quadroni dell’esclusiva roccia della formazione di Muscoline da parte del rezzatese Bono Sante, nonché la costruzione del nuovo battistero in marmo di Botticino e del pregiato ciborio sopra il tabernacolo, infine la proposizione dell’apparato decorativo del nicchione dietro l’altare maggiore, composto da putti e piccole gessose nuvole dal vago eco tardo liberty, da parte del salodiano Ottorino Benedini, autore anche della nicchia presso l’altare di S. Antonio di Padova. La facciata è nobilitata dalla presenza delle ariose statue dei Ss. Pietro e Paolo scolpite in pietra di Vicenza da Piero Morseletto nel 1943. Al suo interno, alla parete sinistra sono appesi frammenti di affreschi di fine ‘400/inizio ‘500 di incerta provenienza. Presso la cappella del battistero è posta la pregevole tela di ispirazione morettesca della Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Francesco e offerente attribuita non unanimemente a Gian Battista Moroni, seguace del grande maestro bresciano, databile alla metà del XVI sec. Segue la cappella del Crocefisso con apparato decorativo di gusto neoclassicista eseguita a scaiola dall’artista di origini intelvesi Angelo Peduzzi nel 1839/40. Al nicchione presbiteriale con la statua della Madonna Assunta fa da copertura la notevole tela con l’Assunta in gloria con S. Carlo Borromeo e apostoli del pittore milanese Giuseppe Nuvolone, dominatore del barocco lombardo di seconda metà del XVII sec. Il paliotto dell’altare maggiore è una splendida opera di maestranza bresciana in commesso di marmi versicolori e angeli reggi-mensa a tutto tondo in marmo di Carrara attribuibile alla prestigiosa bottega di Santo Calegari, operante agli inizi del XVIII sec. Sul lato destro, all’altare di S. Antonio, è posta l’interessante pala della Messa del povero del bresciano Gabriele Rottini, rappresentante di primo piano del movimento romanticista, eseguita nel 1839; segue la già citata cappella dell’Ara pacis con la pala di S. Angela Merici indicante S. Agnese ad una fanciulla del pittore bresciano Giuseppe Ronchi, apprezzato interprete della nuova corrente post-romanticista locale, del 1924.
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Ultimo aggiornamento
mar 04 mar, 2025 9:20 am